Il territorio

Il vasto panorama consente di osservare l’ampia conca disegnata dal lago Omodeo e le alture della Barbagia. Norbello è un centro prevalentemente agricolo e pastorale che vanta un fiorente artigianato tessile ed è ricco tradizioni nel campo enogastronomico.

Nella zona sono presenti diverse tombe dei giganti e domus de janas oltre ai nuraghi. Di notevole pregio la chiesa di Santa Maria, ora intitolata alla Mercede, con iscrizioni murali e croci templari, risalenti alla fine del 1100.

A ovest dell’abitato di Norbello, dopo aver attraversato la statale 131, a circa 8 Km è presente un novenario, inaugurato nel 1952 attorno alla chiesetta dedicata a Sant’Ignazio da Laconi, che nella seconda domenica di settembre richiama grande partecipazione di folla.

Fra canti, balli e inni religiosi, le famiglie soggiornano per tutto il tempo delle celebrazioni religiose e accolgono, con grande senso di ospitalità, amici e conoscenti. A pochi metri dal novenario sorge il villaggio vacanze Nuraghe Ruiu.

Per gli amanti della natura il territorio di Norbello è l’ideale per le passeggiate nei boschi, a piedi o in bicicletta o per le escursioni a cavallo. Il clima è mite per la non rilevante altitudine e i venti dominanti sono quelli settentrionali ed occidentali.

La provincia di Oristano è un palcoscenico su cui si alternano oasi naturalistiche (WWF e LIPU) villaggi nuragici, coste frastagliate e minuscole baie nascoste, civiltà romana e storia punica. La penisola del Sinis costituisce un angolo incantato di natura selvaggia sospesa nel bianco di paesaggi pietrosi che prendono a prestito dune di sabbia spruzzate di verdi macchie cespugliose strette intorno a resti nuragici per disegnare una costa che da Capo Mannu plana verso il Golfo di Oristano.

Si erge qui favolosa la basilica di San Giovanni di Sinis, possente costruzione con un corpo cupolato della fine del V secolo, e poi Tharros, la mitica città punica con le sue mirabilie che ci accoglie srotolando antichi sentieri lastricati che furono prima dei fenici e poi dei romani. Nel 1070 la città fu abbandonata in seguito alle scorrerie saracene che da tempo turbavano la tranquillità dei suoi abitanti, essi si trasferirono nell’entroterra a ridosso dei pescosissimi stagni, fondando la città di Oristano.

La prima impressione che si ha di Oristano è che appartenga ancora ad Eleonora, l’eroina giudicessa di Arborea che dal 1383 al 1404 resse le sorti di questo territorio togliendolo all’egemonia degli aragonesi e legando il suo nome alla carta Delogu , evoluto codice in lingua sarda esteso in seguito a tutta la regione ed ancora oggi per molte sue regole considerato al passo coi tempi.

Caratteristica peculiare di questa città medievale è la manifestazione che da oltre 500 anni si ripropone durante il carnevale “SA SARTIGLIA” giostra equestre organizzata dalle antiche corporazioni (Gremi) dei contadini e dei falegnami. Terra di splendidi edifici e di antica cultura ma anche di vigneti e di grandi sapori: Bottarga, vernaccia , pesce, crostacei, frutta etc., sono i sapori inconfondibili della nostra zona.

Per chi desidera conoscere le spiagge della costa occidentale della provincia di Oristano, niente è meglio dei meravigliosi litorali del Sinis, da San Giovanni, passando per le spiagge di riso di Is Arutas e Mari Ermi, fino alle falesie di Portu Suedda, Capo Mannu e Santa Caterina. Senza dimenticare la splendida riserva naturalistica «Sinis · Isola di Maldiventre». Ma nelle vicinanze del camping Nuraghe Ruiu si possono ammirare i villaggi nuragici di Santa Cristina, a Paulilatino, il Nuraghe Losa di Abbasanta e l’antica città di Tharros, testimonianza delle civiltà fenicia e romana in Sardegna.